     p 37 .
Paragrafo 3 . Niccol Copernico.

     
Delle  difficolt e dei rischi derivanti dal contraddire  il  senso
comune  e  le  teorie  scientifiche  dominanti  doveva  ben  essere
consapevole  l'astronomo  polacco  Niccol  Copernico,  visto   che
cominci  a far circolare le sue osservazioni sull'universo  -  che
aveva iniziato a elaborare nel primo decennio del sedicesimo secolo
-  solo  nel  1530(11),  e che decise di pubblicare  la  sua  opera
fondamentale,  il De rivolutionibus (orbium coelestium),  solo  nel
1543, poco prima di morire.
     Copernico osa trattare la scienza aristotelica alla stregua di
una  opinione(12)  e  pone  una  serie  di  "assiomi"  destinati  a
rivoluzionare   non  solo  l'astronomia,  ma  l'intera   concezione
dell'universo:  1) nell'universo non esiste un solo centro(13);  2)
la  Terra non  al centro dell'universo; 3) al centro dell'universo
si  trova  il  Sole;  4)  la distanza tra la  Terra  e  il  Sole  
insignificante  rispetto a quella tra il  Sole  e  il  cielo  delle
stelle  fisse; 5) qualunque moto appaia nel firmamento  non  deriva
dal  moto  del firmamento, ma dal moto della Terra; 6) ci  che  ci
appare come moto del Sole non deriva dal suo moto ma dal moto della
Terra;  7)  l'apparente moto retrogrado e diretto dei  pianeti  non
deriva dal loro moto, ma da quello della Terra(14).

p 38 .

Le radici "sensibili" della rivoluzione copernicana.
     
E'   importante  sottolineare  che  la  formulazione   dell'ipotesi
eliocentrica  e del conseguente moto della Terra, in contrasto  con
il  senso  comune,  nasce  in  Copernico proprio  dall'osservazione
diretta  del moto degli astri, cio dalla riflessione su una  serie
di dati sensibili.
     Le  spiegazioni dei moti celesti fornite finora dai matematici
-  dice  Copernico - sono insufficienti e contraddittorie;  proprio
perch  voglio capire i movimenti che vedo nel cielo, devo  cercare
nuove  spiegazioni. Presupporre un movimento della Terra  contrasta
con  il "senso comune", ma non con i dati sensibili raccolti  dallo
scienziato: anzi, rende pienamente comprensibili quei  dati  e,  in
qualche modo, pu soddisfare anche il senso comune.
     E'  infatti  da  tutti osservabile che "Ogni movimento  locale
apparente avviene o perch si muove la cosa vista o perch si muove
colui  che  la  vede  o  per un movimento,  beninteso  diverso,  di
entrambi.  Perch  quando  i mobili,  [cio  la  cosa  vista  e  lo
spettatore]  si  muovono uniformemente nella stessa  direzione,  il
movimento non viene percepito"(15).
     E  ancora, praticamente nella stessa pagina, Copernico insiste
sul  fatto che quanto risulta dall'osservazione non  assolutamente
in  contrasto  con  le  sue  ipotesi, anzi  da  esse    pienamente
spiegato(16).  E  quello  che  risulta  dall'osservazione      per
Copernico  la  realt: non si discute l'esistenza dell'alba  e  del
tramonto del Sole, ma si negano con forza le interpretazioni che di
questi movimenti celesti sono state date fino ad allora.
     
Una rivoluzione nel segno della continuit.

Nessuno  pu  mettere  in  discussione il carattere  rivoluzionario
dell'opera di Copernico(17): non solo ha tolto la Terra dal  centro
dell'universo, ma - e la cosa  altrettanto se non addirittura  pi
importante  -  lascia intravedere la possibilit  di  eliminare  il
carattere  assoluto del moto: il movimento dei corpi - o almeno  la
percezione  di  esso  - non dipende dalle qualit  intrinseche  dei
corpi,  come voleva la fisica aristotelica, ma dalla relazione  tra
oggetto osservato ed osservatore.
     Quando,  per,  andiamo  a vedere il  modo  in  cui  Copernico
articola  la sua ipotesi sulla struttura dell'universo ci  troviamo
di  fronte  ad alcuni debiti che anche il grande astronomo  polacco
deve  pagare  ad  Aristotele e al suo sistema. Prima  di  tutto  la
perfezione del moto circolare, che dalla concezione
     
     p 39 .
     
     aristotelica  si  "trasferisce" nei circoli delle  orbite  dei
pianeti  descritte da Copernico; quindi il carattere  finito  anche
dell'universo copernicano, racchiuso dentro la sfera immobile delle
stelle fisse.
     I  sei libri dell'opera di Copernico sono pieni di tabelle, di
misure  e  di  calcoli,  di grafici e di disegni,  compreso  quello
celeberrimo che riportiamo in nota. Il moto dei singoli  pianeti  
analizzato  e calcolato con estrema minuzia; decine di pagine  sono
occupate  dal  Catalogo  descrittivo delle  costellazioni  e  delle
stelle.  Ma  la  descrizione complessiva dell'universo,  fatta  nel
capitolo  decimo del primo libro, indulge ad una ammirazione  quasi
mistica  per  la  "divina architettura" realizzata dal  "massimo  e
ottimo artefice"(18).
     
     p 40 .
     
     Anche   nell'affermazione   del  movimento   della   Terra   e
dell'eliocentrismo,  Copernico cerca  conforto  nelle  opere  degli
scrittori  antichi  e,  nella dedica a Paolo terzo,  dichiara  che,
insoddisfatto  dell'incertezza  "dell'insegnamento  matematico  nel
comporre  i  moti delle sfere del mondo", "mi misi a  rileggere  le
opere  di tutti i filosofi che avevo a disposizione, per vedere  se
mai qualcuno di essi avesse pensato che i movimenti delle sfere del
mondo  fossero  diversi da quelli che ammettono  coloro  che  nelle
scuole insegnano matematica"(19).
     Se  la  struttura  dell'universo  descritta  da  Copernico  si
riveler  errata  alla luce delle successive ricerche,  e  se  egli
stesso  rivendica  una  continuit  con  i  filosofi  antichi   nel
sostenere   i   movimenti   della  Terra,   tuttavia   la   portata
rivoluzionaria  della  sua  opera  fuori  discussione  e  consiste
soprattutto nel "coraggio intellettuale di andare contro corrente e
il  senso  di  responsabilit nel controllo rigoroso delle  proprie
teorie"(20).
